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Vedere -44/365-

Porto gli occhiali da quando avevo undici o dodici anni, alla scuola media mi sono scoperto miope. Non potevo sopportare la benché minima perdita di visus, sono sempre stato molto sensibile a questo, la correzione doveva essere perfetta. Di anno in anno la miopia è cresciuta con me sino a stabilizzarsi per un lungo periodo dell’età adulta. Adesso è diminuita, ma non è un buon segno… Sono diventato meno sensibile, o piuttosto mi sono dovuto arrendere all’idea che vederci perfettamente, per quanto con la correzione degli occhiali, non era più possibile: alla diminuita miopia si sono aggiunte presbiopia e astigmatismo. E così la fatidica mossa dei miopi, quella di togliersi gli occhiali per vedere qualcosa di molto piccolo da molto vicino, non è diventata più efficace. E quando guido di notte le luci della macchine le vedo come se avessi gli occhi leggermente bagnati. E vabbè, pazienza.

La fotografia di oggi vien fuori dall’idea di guardare cosa arriva agli occhi attraverso gli occhiali: si vede perfettamente la parallasse che determina la visione stereoscopica e si vede anche che l’obiettivo della camera non è astigmatico e presbite!

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