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Mamme gabbiano – 57/365-

E’ sgranata l’immagine di oggi, poco male, la devo raccontare la storia che c’è dietro. Stamattina mi accorgo della presenza di un pulcino di gabbiano nel terrazzino/ingresso di casa. Pulcino…si fa per dire, è grosso praticamente quanto una gallina, un becco di 5 centimetri che scoraggia dall’afferrarlo…però il piumaggio è quello scuro giovanile, appena messo. Sta bene in salute, così sembra, ma non riesce a volare, è arrivato con la prima scappata dal nido e da terra non riesce a decollare. Pigola stando allo scoperto per farsi vedere dai genitori che impazzano con richiami e acrobazie sulla verticale. Lo sorvegliano, acchiapparlo non possono, è troppo grosso per tirarlo su, su di me fanno le usuali manovre intimidatorie picchiandomi addosso. Lo accudiscono come possono, lanciano del cibo (residui di carne acchiappati insieme alla plastica da chissà quale contenitore) perché possa mangiare. La scena è cruda e commovente. Nel pomeriggio non si sente più il suo pigolare ma la mamma gabbiano non molla, continua imperterrita a lanciare il suo richiamo per ore e ore. Ormai è buio, chissà.

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